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Occuparsi di neonati e di bambini
non è un lavoro per una persona singola.

Se il lavoro deve essere fatto bene e
se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino
non sia troppo esausta,
chi fornisce le cure deve a sua
volta ricevere molta assistenza.
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  • Diario del pianto
  • E' importante stabilire il tempo reale di pianto del bambino, questo diario è dedicato ai genitori del bimbo che presenta un pianto insistente. Il diario, compilato giornalmente, ci aiuterà a conoscere meglio il nostro bambino.

    Home » bonding
    Weinen

    Mutter und Kind sind von Anfang an

    eine Einheit, somit erlebt das Kind
    jegliche Sonnen- wie auch Schattenseiten
    des Lebens /der Umgebung der Mamma
    mit und manches ist vielleicht so
    prägend, das es später in Form von
    Schreien erzählt werden muss....

    Weinen, Schreien ist für das Baby ein deutliches Verständigungsmittel. Es schreit, wenn es Hunger hat, wenn es unter Unbehagen oder Einsamkeit leidet. Dabei hält es die Augen offen oder fest geschlossen, kann rot anlaufen, rudern mit den Armen oder kräftig strampeln. Das Hochnehmen des Babys, ein instinktives Verhalten, wird ihm Gelegenheit geben in einen ruhigen Zustand zu kommen. Bei wiederholtem Auftreten des Weinens denken Sie daran, das Kind wieder auszuziehen und in den Windeln an Ihren Körper zu nehmen. Ihr Kind hat bereits ein ausgeprägtes Gefühlsleben und Bedürfnisse, für deren Verarbeitung Sie als Mutter ihm den sicheren Hafen bieten.
    Gefühle
    Schon Ungeborene kennen Gefühle des seelischen Schmerzes, der Einsamkeit, der Enttäuschung oder der Überforderung, wenn entsprechende Ereignisse eingetreten sind. Sie nehmen wahr, was um sie herum geschieht. Der Prozess setzt sich unvermindert nach der Geburt fort. Vielleicht hätten sie nie erwartet, dass Ihr Kind vermehrt weinen würde. In dieser sensiblen Phase des Wochenbetts fühlt man sich rasch hilflos, ohnmächtig und ratlos. Manche Mütter fühlen sich sogar vom Kind abgelehnt.
    Bauchatmen
    Reden Sie mit Ihrem Baby und geben Sie ihm Ihre eigenen Gefühle ausgesprochen weiter. Auch Ihre allfälligen Ängste oder Unsicherheiten darf es erfahren. Versuchen sie dabei tief in Ihren Bauch zu atmen, hören sie auf Ihr Herz und achten Sie bewusst auf das Berührtwerden durch Ihr Kind. Es selbst gibt Ihnen von seiner Kraft zurück.
    Sprache
    Verschiedene Signale und Arten des Schreiens gehören zur Sprache eines Babys. Wird es mit Reizen überflutet, sei es nur schon durch viele Besuche im Spitalzimmer, kann es sich wegdrehen und einschlafen oder eben weinen. Diese Signale lernen Sie am besten kennen, wenn Sie Ihr Kind an sich halten, beruhigend reden und selbst ruhig bleiben können. Hier hilft ein sensibler Partner oder zugewandtes Pflegepersonal.
    Trennungen
    Auch nach kurzen oder längeren Trennungen weinen Babys wochenlang rasch, sobald sie wieder von der Mutter getrennt werden. Das Tragen am Körper, auch wiederholt in Hautkontakt, wird Ihnen auch zuhause mehr Sicherheit geben. Sie können Ihrem Kind damit nie zu viel Liebe geben. Ihr Baby ist eine eigenständige Persönlichkeit mit einem schon weit vor der Geburt ausgeprägten Gefühlsleben. Sie haben keinen Einfluss, ob das Kind bei der Geburt Ängste erlebt hat, ob es deshalb trauert. Ich möchte Ihnen aber Mut machen, sich mit Ihrem Kind viel zu unterhalten über Ihre eigenen Sorgen während der Trennungszeit oder der Geburt. Geben sie ihm die Sicherheit «ich lass Dich nicht mehr alleine».
    Home » pianto
      ♥  Il pianto del neonato: quali sono le cause e come gestirlo.
    Il pianto è l’unica possibilità a disposizione dei neonati per comunicare, a chi si prende cura di loro, un bisogno od un problema.
    I bambini però, non piangono solo per comunicare un bisogno immediato ma piangono anche per eliminare tensione e stress.
    Il pianto è quindi fisiologico ma non deve essere ignorato: più vengono compresi, ascoltati e presi in braccio, più diminuisce il pianto.
    I neonati piangono in media da un’ora e mezza alle due ore al giorno, senza alcun motivo manifesto. Il picco massimo di intensità e durata del pianto è tra le 6 ed 8 settimane di vita poi gradualmente diminuisce.

    Le cause

    Tramite il pianto il bambino comunica i suoi bisogni fondamentali (ho fame, ho sete, ho caldo, prendimi in braccio) o che il contatto sicuro con la persona primaria di riferimento non è sufficiente.

    Tramite il pianto il neonato si liberara dallo stress (ho paura, oggi mi hai portato troppo in giro, sono stanco). Piangere consente ai bambini di liberarsi dalla tensione risultante dallo stress fisico o emotivo.

    Capita sovente che i neonati piangano per ragioni che a prima vista non sono in relazione ad alcuna necessità immediata.
    Le spiegazioni classiche per il pianto prolungato ed inconsolabile si fanno il più delle volte coincidere con cause organiche e fisiologiche.
    Tra le cause la più invocata è quella delle cosiddette coliche gassose, così come la possibilità di allergie a varie sostanze presenti nel latte materno o nel latte adattato.
    Ma è stato scientificamente provato che il pianto del lattante indica un dolore o una malattia in meno del 10% dei neonati.
    Di fatto, superate le 12 settimane di vita la maggior parte dei bambini tende a piangere di meno a prescindere dalle iniziative dei genitori.

    Le cause del pianto dei neonati sono spesso anche cause emotive.
    Qualora il pianto non comunichi un bisogno fisico immediato, rappresenterebbe, di fatto, un automatismo innato di liberazione dalla tensione, che consentirebbe ai bambini di superare gli effetti di esperienze di spavento o frustrazione verificatesi in precedenza. Molti psichiatri e terapeuti dell’età evolutiva considerano il pianto un’utile espressione dei sentimento con valore terapeutico.

    Alcune fonti di stress sono ovvie: eccesso di stimoli visivi e uditivi, stanchezza, spavento e paura.
    Altre categorie di traumi o stress possono essere meno identificabili quali: i traumi pre e perinatali, l'uso di farmaci durante il parto, la separazione dopo il parto, le frustrazioni legate alla crescita, così come i conflitti di coppia.

    Cosa fare quando un neonato piange?

    Il pianto dei neonati e dei bambini non andrebbe mai ignorato ma elaborato con calore ed empatia accettandolo in modo da capire se comunica un disagio fisico o emozionale.

    I sentimenti che provano i genitori di fronte al pianto del loro bambino sono: impotenza, disorientamento, disperazione, sensazione di incapacità, di fallimento e spesso rabbia.
    È importante ricordare che un po' di stress è inevitabile e non è colpa dei genitori. Non è possibile proteggere un bambino dalla vita e inoltre i processi di apprendimento e crescita implicano sempre qualche sofferenza e frustrazione.
    L'ascolto comprensivo dei bambini che esprimono il bisogno di piangere aiuta a rendere più saldo il legame adulto/bambino.

    Cosa evitare quando un neonato piange?


    Solitamente i genitori, con le migliori intenzioni, reprimono il pianto offrendo qualche tipo di distrazione che alla fine non serve a rilassare il piccolo che continuerà a piangere quasi come se non fosse compreso.
    Invece, imparare a gestire in modo costruttivo il pianto potrebbe ridurre notevolmente tensioni e stress all'interno della famiglia impedendo così maltrattamenti fisici e verbali da parte dei genitori spesso esasperati e innervositi dal pianto incessante ed incomprensibile di un bambino.

    Come gestire il pianto

    Stabilito che i neonati piangono, e piangere fa bene per eliminare lo stress, i genitori dovrebbero:
     ♥  Ridurre le fonti di stress (suoni e luci intense: provate ad immaginare quale fonte di stress possono essere un paio d'ore in un centro commerciale)
     ♥  Aumentare il contatto visivo (nel neonato la perdita di contatto provoca paura e quindi pianto)
     ♥  Aumentare il contatto fisico (l'uso della fascia è un metodo molto semplice ed efficace)
     ♥  Cercate sostegno (quando un genitore è stressato il neonato lo percepisce e il pianto aumenta)

    Quando richiedere una consulenza?

    In alcuni casi i neonati piangono eccessivamente quindi è necessario intervenire per indagarne le cause.
    Per prima cosa è necessario stabilire il tempo reale del pianto del bambino.
    Il diario del pianto (scaricabile in formato pdf) è uno strumento utile in quanto, compilato giornalmente, ci aiuterà a conoscere meglio il nostro bambino.
    Per stabilire se il pianto è eccessivo si utilizza la regola dei 3.
    Il neonato piange:
    per più di 3 ore
    per più di 3 giorni alla settimana
    per più di 3 settimane di seguito
     
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    Bonding domande frequenti Monika Stablum
    Allattamento farmaci in allattamento L' esperto risponde  
    Pianto   I percentili  
    Sonno     Arturo Giustardi
        L' esperto risponde
         
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    Lunedì 27 marzo 2020


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