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Occuparsi di neonati e di bambini
non è un lavoro per una persona singola.

Se il lavoro deve essere fatto bene e
se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino
non sia troppo esausta,
chi fornisce le cure deve a sua
volta ricevere molta assistenza.
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  ♥   SICUREZZA DEI BAMBINI: salvare i bambini dal soffocamento

Il soffocamento da corpo estraneo rappresenta un problema rilevante di salute pubblica: esso costituisce una delle principali cause di ospedalizzazione e morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni.
Tutte le persone che si occupano dei bambini: genitori, nonni, baby sitter, insegnanti dovrebbero essere preparati a tale emergenza.

Il Ministero della salute a proposito di educazione al primo soccorso segnala che è raccomandabile che le famiglie e tutti gli adulti responsabili della supervisione del bambino acquisiscano conoscenze e competenze sulle manovre di disostruzione e la rianimazione cardio polmonare.

Le principali cause di soffocamento sono: soffocamento da cibo, soffocamento da corpo estraneo e le cosiddette "morti in culla" (SIDS).
In caso di soffocamento da cibo o corpo estraneo è necessario intervenire prontamente con le manovre di emergenza e poi chiamare i soccorsi.
La tempestività è di importanza vitale, e per essere pronti è necessario partecipare ad incontri formativi per fare pratica, assistiti da persone competenti per avere la certezza di comportarci nel modo corretto.

Come intervenire

Se l'ostruzione è parziale e il bambino riesce a respirare e a tossire è molto importante rassicurare il bambino e incoraggiarlo a tossire.

Se la situazione peggiora è necessario intervenire prontamente con le manovre di emergenza.
La disostruzione pediatrica avviene in due fasi da ripetere fino a che il corpo estraneo fuoriesce alternando pacche interscapolari a compressioni toraciche .

Se il bambino perde conoscenza si procede con la rianimazione cardiopolmonare, in modo da mantenere attivo il cuore fino all'arrivo dei soccorsi.

Cos'è la SIDS


Con SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) ci si riferisce alla morte improvvisa dei bambini di età inferiore a un anno (più spesso tra il secondo e il quarto mese di vita), che si verifica durante il sonno e che, anche dopo indagini molto accurate, non trova alcuna spiegazione.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le campagne di sensibilizzazione alla SIDS e le morti in culla sono notevolmente diminuite.

Consigli per ridurre la SIDS

- Il neonato deve dormire nella stessa stanza dei genitori, meglio nel suo lettino.
- Il lettino deve avere un materasso rigido, no al cuscino, paracolpi e giocattoli morbidi.
- La posizione deve essere supina.
- La temperatura della stanza non deve superare i 20°.
- Non coprire troppo il bambino.
- Allattarlo preferibilmente al seno.
- Proporre il ciuccio dopo 15/30 giorni di vita.
- Non fumare.

L'allattamento al seno riduce il rischio di SIDS

E' stato ampiamente dimostrato che l'allattamento al seno è protettivo verso la SIDS e questo effetto è maggiore se l'allattamento viene effettuato esclusivamente al seno.


Bastano quindi semplici e poche regole per dormire in sicurezza, regole che possono salvare la vita del nostro bambino.



  ♥   AUTOSVEZZAMENTO: come funziona, vantaggi e dubbi dei genitori

Lo svezzamento , cioè la fase in cui i bambini passano da un’alimentazione basata solo sul latte al cibo solido, è sempre impegnativa.
Chi ha bambini piccoli avrà certamente sentito parlare di autosvezzamento, un approccio diverso, definito anche, alimentazione complementare a richiesta.

Lo svezzamento tradizionale prevede delle regole base per cui si inizia con le pappe e si segue un calendario ben preciso nell’introduzione degli alimenti.

Fino a pochi anni fa (ma ancora oggi) i pediatri consigliavano di introdurre gradualmente i cibi, iniziando con pochi cibi quali ad esempio mela, patata, carota e zucchina, in forma di passato o brodino.

Questo tipo di svezzamento è sempre più messo in discussione dalla comunità scientifica pediatrica. Al suo posto si sta infatti affermando una nuova tendenza che punta a iniziare lo svezzamento seguendo i tempi del bambino e introducendolo da subito ai cibi che si mangiano in famiglia, purché sani ed equilibrati.
 
Per molti bambini, e quindi per le mamme, il passaggio dal latte alle prime pappe non è semplice. Rifiutano il cibo, piangono, non vogliono accettare il cucchiaino e vogliono soltanto il latte.
Forzare il bambino a seguire la tradizionale tabella di inserimento degli alimenti può determinare un rifiuto del cibo e spesso piccoli traumi perchè i bambini non sono tutti uguali. Ci sono bambini che ai 6 mesi sono pronti per lo svezzamento e altri lo saranno un po' più tardi.

Nell'autosvezzamento, ovvero "l’alimentazione complementare a richiesta" viene stimolata la "naturale evoluzione dell’alimentazione dei bambini", che vengono guidati ad avvicinarsi ai cibi, per passare gradualmente dalla dieta a base di latte a quella dei cibi da grandi.

Quando il bambino è pronto, la mamma e il papà possono offrire piccoli assaggi del loro pranzo. E' importante che il bambino mangi a tavola con mamma e papà e soprattutto che mangi le stesse cose di mamma e papà, purché salutari ed equilibrate.

Anche sul fronte degli alimenti considerati potenzialmente allergizzanti, le teorie prevalenti sono cambiate. Uovo, pomodoro, pesce si possono introdurre da subito.

Quando iniziare

Per potersi nutrire di cibi solidi, il bambino deve aver maturato adeguate capacità neuromotorie, deve stare ben seduto sul seggiolone con la testa dritta che non ciondola e deve saper afferrare un pezzo di alimento con le mani, sappia deglutire l’alimento. Il bambino sputa se non è pronto, perché semplicemente non ha ancora maturato le capacità motorie indispensabili a mangiare e ha ancora molto forte il riflesso di estrusione (ossia tirare fuori la lingua per ciucciare). Ed infine per iniziare lo svezzamento è necessario che il bambino manifesti il proprio interesse.
Queste competenze si definiscono fra i 5 e i 9 mesi, quindi la maggior parte dei bambini intorno ai 6 è in grado di cominciare le prime esperienze con i cibi solidi. Tutte queste condizioni si verificano in momenti diversi a seconda dei bambini ed è l’attenzione di chi si prende cura dei piccoli che consente di individuare il momento giusto.
L’autosvezzamento richiede che il bambino sia a tavola con la famiglia e possa osservare, manipolare e assaggiare quello che mangiano gli adulti. È quindi un approccio improntato a una grande spontaneità e fiducia nella capacità del piccolo di autoregolarsi.

I dubbi dei genitori

I dubbi dei genitori riguardano di solito almeno 2 aspetti: il controllo dell’apporto nutrizionale (“mangerà abbastanza?”) e il rischio di soffocamento.

In relazione al primo aspetto dobbiamo sapere che i bambini si autoregolano ed è stato dimostrato che se viene loro offerta un’alimentazione sana e variata riescono ad assumere i nutrienti necessari per la crescita.

Per quanto riguarda il rischio che il cibo ‘vada di traverso’ studi recenti hanno dimostrato che il rischio di soffocamento è paragonabile a quello presente nello svezzamento tradizionale.
È fondamentale però che i genitori conoscano il problema e che siano presenti e attenti mentre il piccolo mangia ed evitare cibo a rischio di soffocamento. Il cibo deve avere dimensioni adeguate e deve essere tagliato in piccoli pezzi o a striscioline per facilitare la masticazione. Evitate di tagliare il cibo a rotelline, che potrebbero causare più facilmente un soffocamento e gli alimenti piccoli e scivolosi che possono sfuggire al controllo, come olive, würstel, uva o noccioline.

Qualità del cibo

L’avvio dello svezzamento può essere l’occasione per rivedere la propria dieta.
La nostra dieta dovrebbe prevedere molta frutta e verdura e le fonti di proteine dovrebbero essere varie (carne, pesce, uova, formaggi e soprattutto legumi) evitando cibi molto salati.
Bisogna ricordare che i bambini spontaneamente evitano alimenti molto salati, speziati o dai sapori forti.
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    Svezzamento e autosvezzamento
    31 dicembre 2019
    GUIDA PRATICA PER L'ALLATTAMENTO AL SENO
    7 febbraio 2019
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