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Occuparsi di neonati e di bambini non è un lavoro per una persona singola.

Se il lavoro deve essere fatto bene e se si vuole che la persona che primariamente si occupa del bambino non sia troppo esausta, chi fornisce le cure deve a sua volta ricevere molta assistenza. Varie persone possono fornire questo aiuto: il padre, i nonni, anche Elki un centro dedicato alle famiglie.

Allattare fa bene alla mamma e al bambino, perché? Come aiutare la mamma ad allattare

Domenica 24 marzo (ore 11.00 e ore 15.00)
un incontro sul tema dell’allattamento tenuto da due esperti
Vi aspettiamo!
 

continua....

Il dott. Arturo Giustardi, (pediatra-neonatologo. Consulente allattamento al seno) e Monika Stablum, (infermiera pediatrica. Consulente allattamento al seno.) Vi aspettano a:


FIERA DI ROMA Indirizzo: Via Portuense, 1645, 00148 Roma
APERTURA: DALLE 10 ALLE 19
02.25846743 - 02.25846116
WWW.BIMBINFIERA.IT
INFO@BIMBINFIERA.IT

Il significato delle Fiabe per il Bambino

Da sempre le fiabe sono il cibo fondamentale della psiche del bambino, l’alimento indispensabile che rende possibile lo sviluppo di una personalita’ equilibrata.
Un bambino che non si è nutrito di storie diventa spesso un adulto incapace di affrontare la realta’ e i suoi ostacoli, spesso pronto a evitarli attraverso facili e spesso pericolose scorciatoie.

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Da sempre le fiabe sono il cibo fondamentale della psiche del bambino, l’alimento indispensabile che rende possibile lo sviluppo di una personalita’ equilibrata. Un bambino che non si è nutrito di storie diventa spesso un adulto incapace di affrontare la realta’ e i suoi ostacoli, spesso pronto a evitarli attraverso facili e spesso pericolose scorciatoie.

La fiaba permette al bambino di comprendere,accettare e affrontare i conflitti, concorre al raggiungimento del benessere psichico, che si basa su un’adeguata capacita’ di sentire, riconoscere ed esprimere le proprie emozioni, i propri bisogni e i propri desideri. Attraverso dunque lo stimolo della immaginazione, ogni fiaba diventa uno stumento prezioso per fare emergere gioia e paura, odio e amore, gratificazione e senso di colpa, aiutando anche il bambino piu’ chiuso a conoscere se stesso e gli altri, rispettarsi reciprocamente, difendersi e arricchirsi. Le fiabe sono esplorazioni spirituali e quindi estremamente realistiche,dato che rivelano la vita umana come è vista o sentita o intuita dall’intimo. Suggeriscono al bambino immagini per mezzo delle quali egli puo’ strutturare i propri sogni ad occhi aperti e con essi dare una migliore direzione alla propria vita. Molti genitori pensano che il bambino deve essere distratto da quello che maggiormente lo turba e gli dovremmo mostrare immagini piacevoli,dovrebbe essere esposto al lato buono delle cose,ma la vita reale non è tutta rose e fiori.

Le fiabe comunicano al bambino,che una lotta contro le gravi difficolta’ della vita è inevitabile, è una parte dell’esistenza umana,che soltanto chi non si ritrae intimorito ma affronta avversita’ inaspettate e spesso immeritate puo’ superare tutti gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso. Le storie cominciano spesso con la morte di una madre o di un padre, altre parlano di un genitore anziano,è caratteristico delle fiabe esprimere un dilemma esistenziale in modo chiaro e conciso. Praticamente in ogni fiaba il bene e il male s’incarnano in certi personaggi e nelle loro azioni, e richiede la lotta perché esso possa essere risolto. Il personaggio della storia è Buono o Cattivo,non c’è posto per l’ambiguita’ che è un sentimento che si strutturera’ in una eta’ successiva. Naturalmente un genitore comincera’ raccontando al suo bambino una storia che stava a cuore a lui,se al bambino non interessa, gli raccontera’ un’altra fiaba la sera successiva.

La fiaba dei 3 porcellini insegna in forma molto divertente e drammatica al bambino che non dobbiamo essere pigri e prendercela comoda, perché altrimenti potremmo perire. L’intelligenza programmazione e la previdenza unite al duro lavoro ci permetteranno di trionfare anche sul nostro piu’ feroce nemico: il lupo. Al bambino, che dal principio alla fine della storia è stato invitato ad identificarsi con uno dei protagonisti, non solo si infonde speranza ma viene detto che sviluppando la propria intelligenza potra’ sconfiggere anche un avversario piu’ molto piu’ forte. La storia della cicala e la formica invece,la cicala votata al piacere non puo’ che aspettarsi la rovina, è una situazione senza altre alternative, in cui aver fatto una volta una scelta non lascia piu’ scampo, poco educativa per la formazione del bambino.

Portare con la fascia:
un modo antico e moderno
per stare insieme

Portare addosso è ancora oggi lo strumento più sicuro e praticabile per spostarsi con il proprio bambino piccolo da un luogo all’altro del paese. Il contatto è uno dei principi fondamentali ed esistenziali degli organismi viventi. E’ la condizione per lo scambio di informazioni di natura materiale ed energetica.

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Portare addosso è ancora oggi lo strumento più sicuro e praticabile per spostarsi con il proprio bambino piccolo da un luogo all’altro del paese.

I modi di trasportare sono diversi: davanti sul petto, sulla schiena, sul fianco o a portata del seno. I bambini sono trasportati in braccio, ma con un supporto ausiliare che ha il compito di sostenerli al posto delle braccia, per incollarli al corpo del genitore in modo che questo possa avere le mani e il corpo liberi.

IL SIGNIFICATO DI PORTARE IL BEBE’: Il contatto è uno dei principi fondamentali ed esistenziali degli organismi viventi. E’ la condizione per lo scambio di informazioni di natura materiale ed energetica. Già al momento del concepimento due cellule con diverse informazioni genetiche si contattano, si incontrano. Indubbiamente, il contatto è di inestimabile importanza per tutti gli esseri viventi; essendo la base di qualsiasi comunicazione, scambio, interazione, incontro vitale. Nel neonato è il modo in cui viene tenuto che gli dice che cosa sente chi lo tiene. Gli stati emotivi si esprimono nel corpo e possono essere letti nella tensione muscolare e nella postura oltre che sulla pelle. Per questo motivo sembra che il bambino a stretto contatto con chi lo porta, modellato al corpo del proprio genitore, percepisca e scambi con lui il contatto, sotto forma di primo dialogo del Portato e del Portare. Nel neonato questo bisogno di contatto è innato ed urgente. Stare a contatto con il bambino significa parlare il suo linguaggio, quello che comprende dal primo momento, il linguaggio della pelle, del tatto, che gli comunica sicurezza esistenziale e attraverso cui stabilisce la prima relazione con l’esterno. Ascoltare e soddisfare il bisogno primario di contatto corporeo del bambino non crea un suo ulteriore bisogno o lo accresce, al contrario con il tempo lo colma. Portare i piccoli allevia molto il lavoro dei genitori, pensate prendere un autobus, un aereo senza passeggino, entrare in un negozio senza passeggino etc. etc

Quando posso iniziare a portarlo nella fascia? Da subito gia’ in ospedale e sino a quando lui lo desidera.

Il legame madre-bambino

La maturazione neurologica, un tempo si pensava derivasse esclusivamente dal programma genetico.
Oggi questo concetto anche se permane nella cultura sanitaria,
è stato molto ridimensionato: il programma genetico
da una base, ma la maturazione avviene per apprendimenti,
per esperienze.

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Le neuroscienze hanno permesso di evidenziare per via sperimentale che sono le esperienze che consentono la creazione delle reti neurali, la moltiplicazione delle connessioni sinaptiche, la selezione e l’attivazione di alcune popolazioni neuronali, piuttosto che di altre: lo sviluppo mentale è in massima parte risultato di una esperienza, quindi implica apprendimento. Questo apprendimento è dimostrato neurologicamente dall’attivazione di aree cerebrali, particolarmente dell’attività globale del cervello destro, reciproche nella mamma e nel bambino, che pertanto dialogano, effettivamente nelle loro interazioni, secondo i concetti relazionali di sintonizzazione affettiva (shore 2003).

Nessun individuo ha una mente uguale ad un altro, perché le esperienze essendo relazionali, sono diverse per ognuno e nessuno può così avere un cervello uguale ad un altro. La specie umana ha una mente che si sviluppa entro una relazione (Siegel); tale relazione si struttura primariamente durante un dialogo non verbale che produce la qualità di questo apprendimento e dunque delle strutture neurali-mentali, che saranno tanto più ottimali quanto più la relazione si sviluppa mediante un dialogo non verbale in sintonia.

Lo sviluppo avviene per apprendimento relazionale di quanto veicolato nelle interazioni: la qualità delle interazioni si può individuare nei significati della comunicazione non verbale, e nei rispettivi significati che da questi sono trasmessi al bambino. Si tratta di una modulazione della comunicazione data dal grado di sintonizzazione tra i membri della Diade (madre-bambino), che consente alla mente del bimbo di apprendere e strutturarsi. Tale sviluppo potrà essere negativo o positivo a seconda di come viene emesso; questo implica le capacità materne di sintonizzazione, negativo o positivo a seconda di quali significati sono strutturati nella struttura primaria della madre. Questi significati a loro volta potranno essere differentemente decodificati, recepiti ed elaborati dal bimbo, il cui sviluppo pertanto sarà positivo o negativo a seconda di come viene elaborato e assimilato dalla sua struttura mentale. 

La trasmissione di messaggi nell’interazione madre-neonato viene modulata dalla struttura psichica della madre e passa attraverso veicoli sensoriali, visivi, propiocettivi, della motricità, della sonorità e soprattutto verso la sensorialità tattile. La pelle è il primo organo sensoriale sia a livello fetale che dei primi mesi di vita; la pelle del bimbo e il contatto con la pelle della madre conferiscono allo scambio comunicativo una grande intimità. Hanno poi grande rilievo la propriocezione e la motricità,che implicano il modo con cui il bambino viene maneggiato, viene tenuto in braccio: il saper fare di una mamma lo si vede proprio dal modo in cui il bimbo è soddisfatto dall’essere tenuto in braccio da quelle braccia, piuttosto che da altre. Sono questi, ed altri, indicatori del grado di sintonizzazione dei messaggi, tattili, motori e sonori che passano all’interno della comunicazione madre-bambino.

Non conta tanto l’assiduità della madre presso il bimbo, bensì la sintonizzazione,cioè quella capacità della madre di inviare messaggi nel modo adatto e nel tempo giusto, con le pause giuste e nella maniera sensoriale adeguata alle necessità effettive e alla capacità di recezione del bambino e possa inviargli una risposta adeguata ai messaggi emessi dal bambino e ciò comporta che la madre abbia la capacità di comprenderli. Il quadro globale che si ricava comporta dunque una valorizzazione di tutto lo sviluppo di un individuo, dell’affettività primaria inconscia, dei processi inconsapevoli che stanno alla base. La madre trasmette al bimbo e il bimbo elabora quello che la madre gli trasmette. L’attività regolante primaria svolta dalla madre si fonda soprattutto sulla modulazione dei processi fisiologici, dei cicli sonno-veglia, della termoregolazione, della nutrizione etc.

Concludendo l’apprendimento non è semplice registrazione di un evento, tanto meno nel bimbo, ma avviene sempre nell’ambito di una relazione, e viene modulato attraverso l’affettività madre-bimbo: non si apprendono contenuti a se stanti, ma è la qualità della relazione che determina i contenuti stessi, nonché il modo con cui essi possono essere assimilati. L’apprendimento dipende da come il messaggio viene colto, dipende sia dal modo con cui il messaggio gli viene modulato, sia dalla modalità di funzionamento della struttura mentale del bimbo che apprende. L’inaccessibilità affettiva della madre come avviene nella madre depressa,può provocare nel bimbo deficit nelle modalità di elaborazione delle emozioni. Transgenerazionalità, strutture e capacità materne positive producono figli con dotazione di capacità materne , questi a loro volta le trasmetteranno ai propri figli. Viceversa difetti delle capacità materne produrranno corrispondenti deficit nei figli e questi a loro volta li trasmetteranno.

Potremmo affermare che il futuro della nostra civiltà, risiede in ciò che le madri riusciranno a trasmettere ai bimbi e in ciò che essi riusciranno ad assimilare, tenendo conto della società attuale, ritmi, tempi, presenze, etc. con occasioni di interazioni umane talora limitate, tutti questi fattori potranno generare un futuro migliore dell’umanità piuttosto che un destino degenerativo.

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NEWS

1A EDIZIONE PREMIO PER LA RICERCA 2013-2014

PROMOZIONE, PROTEZIONE E SUPPORTO
DELL’ ALLATTAMENTO AL SENO

Un’iniziativa promossa da
AICIP e AVENT
Con il patrocinio di
EPA/UNEPSA, SIP, SIN, ONSP e FIMP

Il concorso si rivolge a giovani laureandi e laureati in ostetricia, infermieristica pediatrica e professionale, specializzandi e neolaureati in pediatria e pediatri del territorio che si impegnano nella promozione, protezione e supporto dell’allattamento al seno.

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